L’immagine sottostante riporta la suddivisione dell’ambiente marino secondo le classiche convenzioni elaborate da biologi ed oceanografi.

PIANO ADLITORALE è il piano più alto sul livello medio del del mare ed è influenzato da questo solo indirettamente attraverso la capillarità o gli spruzzi
PIANO SOPRALITORALE si colloca nella zona di transizione tra l’ambiente terrestre e quello marino. I suoi abitanti sopportano sommersioni solo temporanee.
PIANO MESOLITORALE si estende tra il limiti superiore ed inferiore della marea. Gli organismi che vi vivono richiedono emersioni periodiche.
PIANO INFRALITORALE si estende dal limite inferiore della bassa marea fino alla profondità che permette la fotosintesi delle fanerogame marine (ca. -40 m).
PIANO CIRCALITORALE dal limite inferiore dell’infralitorale fino al margine inferiore della piattaforma continentale (ca. -200 m).
SISTEMA FITALE si estende dalla superficie fino al limite di compensazione delle alghe fotofile, cioè al punto in cui esse producono tanto ossigeno quanto ne producono.
SISTEMA AFITALE comincia dove finisce il sistema fitale e raggiunge le massime profondità marine.
DOMINIO BENTONICO è l’ambiente dove vivono tutti gli organismi legati più o meno ai fondali.
DOMINIO PELAGICO comprende le acque libere, dalla superficie agli abissi e nelle quali vivono gli organismi che non sono legati in maniera esclusiva al fondo marino.
PROVINCIA NERITICA si estende dalla linea di costa sino al limite della piattaforma continentale.
PROVINCIA OCEANICA comprende le acque profonde fuori dal limite della piattaforma continentale.
ZONA EPIPELAGICA o dominio costiero. Fino a -50 m. Qui si riscontrano le più grosse variazioni fisiche, chimiche e di luce.
ZONA MESOPELAGICA da -50 a -200 m; gli organismi che vi vivono sono adattati a sfruttare radiazioni luminose bassissime.
ZONA BATPELAGICA da -200 a -2500 m.
ZONA ABISSOPELAGICA fino a -7000 m.
ZONA ADOPELAGICA fosse oceaniche oltre i -7000 m.
ZONA EUFOTICA fino a -50 m è la più ricca di alghe capaci di fotosintesi.
ZONA OLIGIOFOTICA fra -50 e -500 m. Sono presenti alghe macroscopiche capaci di sfruttare la debole luce solare.
ZONA AFOTICA praticamente priva della purchè minima radiazione solare: la fotosintesi non è più possibile. Batteri ed alghe ricavano energia da composti chimici tipo solfati.

Quando ci troviamo in acqua ci sono alcuni fattori ambientali “macroscopici” di cui percepiamo facilmente le variazioni:

LA LUCE: quando mettiamo la testa sott’acqua la prima cosa di cui ci accorgiamo è l’assorbimento dei colori, il colore blu del mare è dato proprio dal fatto che la componente blu della radiazione solare è l’ultima (in senso della profondità) ad essere assorbita dall’acqua.

(Tarantino 2006)

LA PRESSIONE: appena cominciamo ad immergerci sentiamo i timpani dolerci. Questo fatto è dato dall’acqua che a causa della sua densità (molto superiore a quella dell’aria) esercita una pressione che siamo in grado di rilevare sul nostro corpo già a pochi decimetri di profondità. La colonna d’aria dell’atmosfrea sopra di noi (svariati chilometri di altezza) a livello del mare equivale ad 1 ATMOSFERA di pressione; quando ci immergiamo si aggiunge 1 atmosfera di pressione ogni 10 metri di profondità. Ad esempio a 20 m di profondità abbiamo 3 atm (1 atm della colonna d’aria dell’atmosfera + 2 atm dovute ai 20 m di colonna d’acqua).

LA TEMPERATURA: la temperatura dell’acqua è un’altro dei fattori ambientali di cui abbiamo percezione immediata. Nel Mediterraneo il picco massimo si ha a fine estate (fine agosto) mentre il minimo si ha alla fine dell’inverno (fine febbraio). Guardando il gafico sottostante si intuisce che le masse d’acqua di grosse dimensioni si scaldano lentamente ma altrettanto lentamente rilasciano il calore accumulato. Si viene così a creare un evidente sfalsamento fra l’andamento stagionale della temperatura dell’aria e quello dell’acqua. In estate il riscaldamento degli strati superficiali porta alla creazione del termoclino estivo di separazione con gli strati sottostanti più freddi. Tale termoclino impedisce lo scambio di nutrienti e degli organismi più piccoli da uno strato all’altro: solo con le mareggiate autunali vi è un rimescolamento degli strati che porta la temperatura ad uniformarsi su tutta la colonna d’acqua.

(Hass 1978)

LE CORRENTI: le correnti marine sono provocate essenzialmente da tre fattori:

1- la circolazione termoalina: una delle principali cause della formazione di correnti è la differenza di densità. Queste differenze di densità sono legate a due parametri: la temperatura e la salinità. Infatti le acque più dense e quindi più pesanti tendono a sprofondare e a disporsi sotto quelle meno dense. Quindi se fra le masse d’acqua di due bacini comunicanti vi sono differenze di densità queste masse si muoveranno l’una verso l’altra fino a distribuirsi sull’intera superficie, una sopra e l’altra sotto. I due tipi di acque tenderanno comunque a rimanere distinti e il rimescolamento sarà minimo.

2- il vento: le acque possono essere mosse anche dal vento che genera attrito sulla superficie del mare producendo le cosiddette correnti di deriva. L’effetto del vento in prossimità delle coste provoca anche particolari correnti verticali. Infatti quando il vento spira tendenzialmente verso costa l’acqua, incontrando la riva, tende a sprofondare (downwelling); al contrario se il vento spira da terra lo strato d’acqua superficiale, spostato verso il largo, richiama le acque di profondità (upwelling).

3- le maree: la luna attira le acque della parte a essa più vicina più fortemente di quanto non attiri la Terra solida. Questo fa si che le acque si gonfino verso la luna in un alta marea diretta.Anche nella parte della Terra opposta alla Luna , si verifica un alta marea  detta indiretta , che è dovuta alla forza centrifuga . Infatti la Terra e la Luna nel loro moto di rotazione  sono soggette alla forza gravitazionale , che tende ad avvicinarle , e alla forza centrifuga che tende ad allontanarle e che risulta costante per tutti i punti della Terra. Se la Terra e la Luna fossero ferme le maree si verificherebbero sempre nello stesso punto, ma la Terra ruota intorno al suo asse e la Luna, oltre che attorno al proprio asse, si muove anche attorno alla Terra.

Poiché la Terra e la Luna si muovono, le maree ogni giorno alternano regolarmente il loro periodo di flusso e riflusso; ogni giorno però il ciclo ricomincia da capo circa 50 minuti più tardi del giorno precedente. Le forme degli oceani dei loro fondali influenzano le maree, così in alcune zone si hanno solo un alta marea e una bassa marea al giorno. Nelle posizioni di Luna nuova e Luna piena, il Sole e la Luna agiscono sommando i loro effetti; l’alta marea e la bassa marea sono massime e massima quindi è la loro escursione: si parla in questo caso di maree sizigiali; nelle fasi invece di primo e ultimo quarto il Sole e la Luna si trovano ad angolo retto rispetto alla Terra e così le loro azioni in parte si annullano: l’alta e la bassa marea sono minime e minima è la loro escursione: si parla in questo caso di maree di quadratura.

IL MOTO ONDOSO: le onde sono provocate generalmente dall’attrito del vento con la superficie marina. Le principali caratteristiche di un’onda sono la lunghezza, determinata dalla distanza fra cresta e cresta oppure fra ventre e ventre, l’altezza, ossia la distanza verticale fra una cresta e il cavo (il doppio dell’ampiezza), e infine la velocità di propagazione, intesa come spazio percorso da una cresta nell’unità di tempo e che a sua volta è funzione della lunghezza. Infatti, osservando le onde in un punto ad una certa distanza dal luogo in cui sono generate, si vedono arrivare prima le onde lunghe.

Per un maggiore approfondimento sugli aspetti dell’ambiente fisco-chimico del mare consigliamo di visitare il sito http://web.tiscali.it/circoloaquarius/mare.htm da cui è stato tratto parte del sovrastante materiale.

I MACROAMBIENTI: